Milan Markovic

Milan Markovic (1987) è nato a Belgrado, Serbia. La sua carriera artistica inizia una decina di anni fa quando scopre le proprie sensibilità e possibilità come creativo ed autore. È un artista autodidatta caratterizzato da un’energia artistica forte e vivace. Nel campo delle arti visive, Milan si è concentrato sulla ricerca teorica visiva di espressionismo astratto e dipinti astratti. Negli ultimi anni ritrova se stesso nel creare dei dipinti profondamente personali attraverso la concezione dualistica di luce e oscurità, così il suo lavoro ha resistito alle sfide di numerose tendenze di arte visiva e provocazioni di punti pluralistici del momento nelle arti visive e nella sua carriera.

Una parte importante della sua carriera artistica nonché di quella culturale è la sua esperienza di appassionato collezionista d’arte, con una raccolta di numerose opere d’arte dei pittori contemporanei e degli autori del XX secolo, incentrata sullo spazio regionale delle arti visive dell’ex Jugoslavia.

Milan è presente sulla scena artistica serba da oltre sette anni. Durante questo periodo, Milan Markovic espone le sue opere in diverse mostre collettive e personali, e organizza e produce numerosi progetti di gruppo e arti visive. Alcune delle sue mostre da mettere in evidenza sono “Futuro dell’arte serba”, dove la selezione delle opere d’arte è stata realizzata da Vladimir Velickovic, premiato dal più alto riconoscimento francese nel campo della cultura e dell’arte – il comandante dell’Ordre des Arts et des Lettres, e “Molliere, Mise en Peinture”, entrambe tenute a Parigi. Le sue opere d’arte sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche in Serbia ed all’estero. Membro del Consiglio delle industrie creative del Primo Ministro serbo dal 2017.

Quest’oggi siamo in Serbia con l’artista Milan Markovic,  autodidatta e fortemente attirato dalle ricerche espressioniste astratte. La sua analisi si concentra su declinazioni informali ascrivibili in più  serie il cui tramite è rappresentato da una attenzione continuata alla connessione tra opposti.

La luce e le tenebre sono alla base delle sue riflessioni e studi, i cui risultati si traducono in sgocciolature di colore su tela in bianco  e nero, passando per indagini con foglie naturali, sino ai recenti lavori in cui sperimenta su tele quadrate in bianco e blu, serie intitolata “Caelum”, il tema a lui caro della dualità come parte imprescindibile dell’uomo e della natura stessa.

L’opera selezionata s’intitola “Caelum 0.008”, parte per l’appunto di una serie recente, risultante da una complementazione tra una ricerca teorica e pratica in cui approfondisce il tema dell’alternanza della luce e del buio, inteso non solo come fenomeno naturale ma filosoficamente indagato ed apparentemente sintesi di una alternanza e che in realtà per l’artista rappresenta parte unica del tutto.

Ad un fruitore attento ed illuminato il bianco ed il blu appariranno come parti di un tutto per l’appunto, così come tra la vita e la morte non vi è una sostanziale separazione.

Tecnica: mista su tela, 50 x 50 cm.

(Rossella Savarese)

Collezione Privata

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