Giusy Lauriola

Svanire al Museo Correale di Terranova 

Nel silenzio delle sale del Museo Correale, le opere del progetto Svanire si sono accostate, per la prima volta, alle collezioni d’arte dei fratelli Correale, un universo che va dal Seicento all’Ottocento e che parla con voce calma della storia, della memoria, del tempo.

Le  tele in resina, acrilico e smalto, i fiori/nuclei che respirano, le figure che oscillano fra scomparsa e rinascita, si sono offerte al dialogo con gli antichi capolavori: una trasparenza che non è fuga, ma presenza.

Durante la settimana d’esposizione (12-18 ottobre 2025), studenti delle scuole, famiglie, turisti sono stati invitati a porsi tre domande semplici ma potenti:

“Cosa vedi?”, “Cosa provi?”, “Quale opera porteresti a casa e perché?”.

E le risposte si sono incise come impronte: la voce dei più giovani ha raccontato sorpresa e meraviglia: “non avevo mai pensato che un fiore potesse sembrare vivo”, “la donna mi guarda e mi parla senza parole”.

Si avverte in quei commenti un fremito sottile: la coscienza che l’arte non è solo contemplazione ma partecipazione, che ogni tela è un invito a restare, a non svanire.

L’opera “La mia Maddalena”, realizzata ispirandomi alla Maddalena Penitente di Artemisia Gentileschi, è diventata un catalizzatore di emozioni: i ragazzi la descrivono come “una donna che si rialza”, “un urlo silenzioso che trova luce”, “una forza gentile e ferita”. Ecco la partecipazione emotiva: non più solo guardare, ma sentire, un battito che attraversa generazioni, che collega chi tiene in mano uno smartphone e chi dipinge con le dita impregnate di colore.

Questo incontro fra arte antica e arte contemporanea, fra materia e trasparenza, ha generato un ponte tra passato e presente. Svanire non è qui sinonimo di sparire: è diventare altro, trasformarsi, restare nel ricordo e nel respiro di chi osserva.

Nei volti dei ragazzi, si è visto quel silenzio che precede il pensiero. Hanno espresso “porto a casa un’emozione” più che “porto a casa un quadro”. E forse è proprio lì che si misura il senso più profondo: nell’emozione che resta, oltre il tempo, oltre le età.

Così questa tappa diventa uno spartiacque: non soltanto una mostra, ma un circolo di luce che accende ciò che è dentro. Le opere non sono muti lettori di storia, ma finestre aperte sul presente. E i giovani che hanno partecipato, con i loro commenti veri, spontanei,  sono diventati parte attiva, “leggendo” l’opera con occhi nuovi, portando la loro voce dentro il museo.

*«Ho visto la luce in un fiore.»

*«Ho sentito il silenzio di una donna forte.»

Le loro parole rimangono. E io le accolgo, perché è in quell’accoglienza che Svanire trova la sua forma più vera.

Ringraziamenti

Un grazie sincero all’Associazione Le Amiche del Museo Correale e alla SyArt Gallery per il prezioso sostegno. Al CDA del Museo Correale che ha accolto la proposta dell’Associazione. 

Un ringraziamento speciale agli studenti e ai docenti delle scuole del territorio, che con la loro sensibilità e spontaneità hanno dato voce e vita a questo dialogo tra passato e presente.

Grazie anche a tutti i visitatori che hanno lasciato un pensiero, un’emozione, un frammento di sé: è grazie a loro se Svanire continua a trasformarsi in un luogo di ascolto e condivisione.

GIUSY LAURIOLA

artista


Ph credit Giovanni De Luca

(in foto l'artista con la gallerista e curatrice Rossella Savarese)

Info sull'artista

Giusy Lauriola

Biografia

Giusy Lauriola, artista italiana nata e residente a Roma, dove ha lo studio. La tecnica di Lauriola si manifesta in maniera sorprendentemente eloquente e coinvolgente. I colori giocano un ruolo centrale, non come semplici pigmenti ma come veicoli di emozioni profonde e recondite. Le sue pennellate sembrano incanalare un istinto primordiale, come se ogni tocco fosse un richiamo inconscio all’energia della natura.

La texture che crea è affascinante: la resina aggiunge una dimensione materica che trasforma la superficie piatta della tela in un luogo tattile, quasi scultoreo. Il contrasto tra fluidità e struttura è evidente nel modo in cui la resina si integra con l’acrilico e lo smalto, creando un dialogo tra il liquido e il solido, il gestuale e il deliberato. Questo accostamento di materiali sottolinea un processo artistico che appare tanto meditato quanto istintivo.

C’è una tensione visibile tra il figurativo e l’astratto, che invita lo spettatore a esplorare ogni opera come un paesaggio interiore. Ogni sua creazione sembra una riflessione potente sul dualismo tra visibile e invisibile, su ciò che emerge e ciò che resta celato, costringendo l’osservatore a interrogarsi e a immergersi in una dimensione sospesa, intima e vibrante. L’uso dello spazio, spesso vuoto o indefinito, dà alle sue opere un carattere metafisico, richiamando una dimensione oltre il tempo e lo spazio, come fosse una finestra aperta sull’inconscio.

La grande capacità di Lauriola è anche quella di saper modulare luce e colore diventando quasi un atto meditativo, un invito a chi osserva a “chiudere gli occhi” e percepire l’opera attraverso la sensibilità più che la vista. Questo approccio, così gestuale e libero, la distingue e conferisce al suo lavoro una profondità che riesce a connettere il suo mondo interiore con quello esterno. Inoltre l’artista è riuscita nel tempo a mantenere un filo conduttore tra le diverse serie di opere che ha realizzato, mantenendo una coerenza tematica e una capacità di esplorare emozioni universali, rappresentati con un approccio originale ai materiali e grazie all’armonia che riesce a creare tra astrazione e figurazione, elementi centrali della sua poetica del colore e della forma. Nel 2004 la sua prima esposizione.

Tra le mostre recenti: 2025: Svanire Museo Correale di Sorrento (a cura di Rossella Savarese);  2024: Fiera Internazionale Roma Arte in Nuvola, La Nuvola Roma EUR 2024: Linea sottile – Palazzo Marziale, Sorrento (a cura di Rossella Savarese); Sospesi nella Natura – Spazio Cima Gallery, Roma; 2023: Il cielo in una stanza – Auditorium di San Pancrazio, Tarquinia (a cura di Hans Achtner); Chiudi gli occhi – Aranciera di San Sisto, Roma e Galleria Artetika, Palermo (a cura di Federica do Stefano e testo critico di Carlo Ercoli); 2022: Prendiamo il sentiero paludoso per arrivare alle nuvole – Galleria Umberto Mastroianni nei Musei di San Salvatore in Lauro, Roma (a cura di Federica di Stefano e testi critici di Manuela De Leonardis e Carlo Ercoli); 2021: Festival internazionale SyArt Sorrento, Villa Fiorentino – Fondazione Sorrento; Realizzazione tavole illustrate progetto editoriale “Guido Levi, una storia piena di Paure, di ansie e di avvenimenti quasi gialli” a cura di Manuela De Leonardis; – Amabie, La Magica Profezia dello Yōkai – Mo.C.A. Studio Gallery, Roma (a cura di Manuela De Leonardis); 2020: Perimetro Infinito – galleria SpazioCima, Roma; 2019: Domino/Dominio per gioco e per davvero – MACRO, museo d’arte Contemporanea, Roma; About Dreams – Mo.C.A Studio Gallery, Roma; Apolidi/identità non disperse -Palazzo Merulana, Roma. PREMI E RICONOSCIMENTI: Finalista di Singulart International Women’s Day 2025 Award, nel 2021, in occasione del SyArt Sorrento International Festival, ha ricevuto il prestigioso Premio Arbiter Fata Verde, e nel 2022 le è stata dedicata la copertina della rivista Arbiter. Ha inoltre ottenuto una Menzione d’Onore dal Circle Foundation for the Arts nel 2020 e nel 2022, ed è stata finalista a importanti premi come il Premio Lupa 2020 e il Premio Celeste 2007. Nel 2015 ha vinto il concorso Museo Pier Maria Rossi. Le sue opere sono conservate in prestigiose collezioni, tra cui il Copelouzos Family Art Museum di Atene, la SanPaolo Invest Art Collection di Roma, e la Pinacoteca Comunale Antonio Sapone di Gaeta. Dal 2021 al 2024 ha partecipato a numerose fiere d’arte contemporanea come Arte in Nuvola a Roma e le fiere di Genova, Padova e Parma. Nel 2020 è stata inclusa nell’Atlante dell’Arte Contemporanea De Agostini, una delle più complete rassegne sugli artisti italiani dal 1950. La sua carriera l’ha portata a esporre a livello internazionale, come ospite d’onore all’International Photo Festival di Lodz (Polonia) nel 2006, e in mostre personali in sedi prestigiose come l’Istituto Italiano di Cultura di Damasco nel 2010 e l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo nel 2024, in occasione della Giornata della Memoria.

Hanno scritto testi critici per i suoi cataloghi: Giorgia Calò, Maurizio Calvesi, Antonietta Campilongo, Cristina del Ferraro, Manuela De Leonardis, Federica Di Stefano, Micol Di Veroli, Barbara Drudi, Carlo Ercoli, Gianluca Marziani, Manuela Pacelli, Rossella Savarese, Sergio Rispoli, Agnieszka Zakrzewicz.